La lettera
La voce che
scacciava l'inquietudine
ora è vera
ragione d'inquietudine,
coro greve e sgraziato
che mi ha straziato e dice:
caro che ti allontani
sull'asse preferito
ferito con le tue mani,
rimani nelle parole
col tuo peso infelice.
Tutto torna alle leggi
della fisica, così
sospinta in alto
dall'uguale e contrario
della mimica ritmica
impressa come l'atto
di estinguere la colpa
materiale, per cadere
spezzata,
in fase terminale
vittima del pugnale
che trafigge
nel punto esatto
del collo dove passa
la vena principale e
sfugge a ogni controllo,
esito naturale
d'un vizio generale
d'esperienza ma
dio non ha mai
infierito sui postini.
Silvia Tessitore
